Un microfono per l’ICOM IC 7000

Da possessore di un ICOM IC 7000, talvolta mi trovo alquanto spiazzato quando leggo pareri estremamente negativi rispetto a questa radio. Ne sono state vendute decine di migliaia ma quelli che la utilizzano per lo scopo per cui e nata, ovvero VEICOLARE, penso siano decisamente pochi. Non è un mini-PRO3, non ha una ricezione da Yaesu 9000, non ha le VHF e le UHF sensibili come un Kenwood 2000, scalda come un microonde ma… in quei pochi cm3 c’è tutto quello che può servirti.Tutti i filtri in tutti i modi, NF ed NB settabili, SSB e CW Keyer ed altri centinaia di ammennicoli.  Io la utilizzo quasi unicamente per i modi digitali, fa il suo lavoro degnamente ed ha una potenza standard di 100 watts, quasi esagerata per chi fa SOTA e si fregia dell’acronimo QRP come me. Dopo questa prefazione “difensiva”, andiamo al dunque… Se c’è una cosa che indubbiamente fa pena, anzi il termine corretto è “fa schifo”, quello è il microfono HM151 in dotazione alla radio. Indubbiamente ha una modulazione orrenda e ti obbliga a ricorrere ripetutamente al codice fonetico NATO anche solo per chiamare CQ. In rete si trovano vari rimedi per migliorare il microfono ma sono tutti “invasivi” con stagnature o modifiche ai componenti. Non che si tratti di un problema, solo che se poi vuoi rivendere la radio, un microfono “elaborato” ti dimezza il prezzo di vendita e fa alleggiare il sospetto di ulteriori modifiche nascoste all’interno della radio. L’alternativa è utilizzare un altro microfono. La mia scelta è caduta sul Icom IC HM15 fornito di una buona capsula microfonica con un audio molto gradevole. Su internet lo si trova spesso in vendita per pochi euro. Il microfono però utilizza il classico connettore con 8pin mentre il nostro Icom IC 7000 utilizza l’RJ45. Se cercate la via facile basta acquistare l’adattatore Icom OPC- 589, altrimenti potete semplicemente costruirvelo ed utilizzare gli oltre 20 euro risparmiati per altri scopi. Il convertitore si compone di un pezzo di cavo di rete, meglio se trovate un classe 5 o superiore, un connettore a crimpare RJ45 maschio ed un connettore 8pin. Se non avete necessità particolari, tenete il cavo più corto possibile, in ogni caso non eccedete i 30 cm.

Schema 1

Questo qua sopra è lo schema dei 2 connettori  (Thank’s G1MHU) con le corrispondenze per il cavetto adattatore. Sotto è abbastanza comprensibile il risultato finale con le associazioni da ottenere.

Schema 2

Per le stagnature anche se sono particolarmente negato, ho trovato abbastanza agevole stagnare i minuscoli cavetti del CAT5, quindi armatevi di pazienza e iniziate a scaldare lo stagnatore. Piccolo suggerimento: se nel cassetto della scrivania avete anche voi il classico cavetto di rete patch che oltre a raccogliere polvere è in attesa di venir cestinato, potete sempre tagliarlo in due e riutilizzandolo,  risparmierete  la necessità di intestare il cavo lato RJ45. Il risultato da ottenere è quello sotto riportato

Cavetto

Posso garantirvi che la coppia formata dal cavetto e dal HM15 migliora sensibilmente l’audio in trasmissione e per la prima volta non tornerete a casa frustrati e senza voce!!! Chiaramente potete utilizzare altri microfoni. Nella fattispecie ho testato con risultati ottimi il microfono del Kenwood TS 790 accoppiato con un altro cavetto adattatore. Ma questa storia farà da spunto per il prossimo blog.

I miei migliori 73

2 pensieri riguardo “Un microfono per l’ICOM IC 7000”

  1. Z-100 был куплен год назад и показал себя надежным и удобным в эксплуатации, а LDG AT-7000 всё равно имеет негерметичный корпус, поэтому “шило” на “мыло” решено было не менять, так как герметизировать корпус придеться в любом случае.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *