Monte Flagjel I/FV-313

20161112_131005Riassunto in poche parole… il nome Flagjel (Flagello in italiano) è appropriato!!! Partenza dal trivio con la Val Tochet da cui inizia il sentiero CAI 817. Prima parte di salita, ripida ma evidente e segnalata, poi circa 1 ora di cammino e il nulla. Sentiero sparito e segnali introvabili. Dopo un saliscendi di 40 minuti ed essere tornati sui nostri passi, ritroviamo il sentiero che sale sul canalone del Cuel dai Poz ma la gioia dura poco. Qualche metro e perdiamo nuovamente la traccia. A questo punto però la meta è in vista e quindi decidiamo di salire “diritti” verso la sella. Giunti in cima ci troviamo di fronte ad una visuale fantastica verso tutta la pianura friulana fino al mare. Verso est si scorge il monte Cuar mentre ad ovest è ben visibile la meta di giornata, il Flagjel con la sua croce. Dopo aver recuperato il fiato partiamo per gli ultimi metri seguendo le indicazioni di un cartello in legno. Il sentiero si avvicina correndo sulla costa a sud, con un passaggio esposto in cui una catena ben sistemata fornisce una sicurezza in più. Poi come in precedenza niente più segnali ed il sentiero svanisce coperto dalla vegetazione. Saliamo gli ultimi 70 metri zigzagando fino alla vetta.

End Fed tribanda
End Fed tribanda

Le previsioni davano 400 metri per circa 1,5 ore, ma nella realtà il tempo totale della salita è stato di 3 ore!!! Tra un sentiero perso e l’altro a fine giornata il GPS ci indicherà quasi 900 metri di dislivello totale in salita e onestamente l’ho sentito tutto fino all’ultimo centimetro. Ad averlo saputo prima non avrei caricato lo zaino come uno sherpa tibetano e magari la delta loop e svariati altri ammennicoli li avrei lasciati a casa. Una volta in cima montiamo la MFJ1979 con cui opererà Paolo IW3RPY e la end fed alleggerita con cavo da 1 mm che utilizzerò io. La end fed mi dà SWR nullo in 10, 20 e 40 metri mentre in 15 metri illumina la prima tacca del rosmetro dello Yaesu 817. Considerata la precaria propagazione la cosa è perfetta. A fine sessione riuscirò a operare su tutte le bande. Buono il meteo con temperatura invernale ma giornata soleggiata, sporadico vento a raffiche in cima. Terminata l’attivazione e dopo aver sbaraccato il tutto, è il momento di rientrare. Scendendo dalla vetta troviamo il sentiero che in precedenza salendo non avevamo visto.

Vetta
Vetta

Arrivati alla sella la situazione però non migliora. Scorgere il sentiero 817 è impossibile. Pur avendo un GPS ed una carta topografica, arrivati al Cuel dai Poz si trovano solo i segnali per salire sul monte Cuar ma nulla che indichi il sentiero di discesa. Decidiamo allora di raggiungere la malga Cuar e scendere per il sentiero CAI 815 magnificamente tracciato e segnato. La cosa però comporterà ulteriori 2,5 ore di discesa. Stupenda la vista dei griffoni in volo e ottima l’apertura est-sud-ovest per il prossimo SotaDay… peccato solo non poterci arrivare in elicottero!!!

Consigli e suggerimenti.

  • Per chi volesse salire al Flagjel, consiglio vivamente di arrivarci tramite il sentiero 815 transitando per Malga Cuar, la strada è più lunga ma non passerete ore a cercare il sentiero.
  • Contavo di posizionare la end fed verticale issandola sugli alberi che ci sono sul versante a nord della croce. In realtà sono troppo bassi (dai video su youtube sembravano molto più alti) motivo per cui ho dovuto tirarla orizzontale e piuttosto bassa. Il suo l’ha fatto ma non era l’ottimale.
  • Se avete una cartina topografica assicuratevi che sia recente. In una cartina vecchia di 10 anni potreste avere indicati sentieri che non esistono più o fortemente modificati da smottamenti, neve o altro. Ottimo il software gratuito ViewRanger GPS con cui potete scaricarvi la topografia aggiornata della zona e tenere traccia del percorso e di tutti i dati dell’escursione anche “off-line”.

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