MCHF SDR

Talvolta capita di fare il passo più lungo della gamba, ma di accorgersi della cosa solo troppo tardi. Altre volte si è ben consci del problema e ci si lascia coinvolgere contando sulla fortuna. Sapere che l’amico Marcello svendeva un kit completo del MCHF SDR perché spaventato dalla difficoltà e dalla mole di lavoro da affrontare, era già di per sé un campanello di allarme da tenere in considerazione. Se poi si considera che lui è perito elettrotecnico mentre io arrivo dalla chimica le mie possibilità calavano drasticamente.

Schede vuote

Di cosa stiamo parlando.

L’oggetto del post è una radio SDR denominata MCHF uscita dalla sapiente mente di M0NKA. Copertura continua dai 3 ai 30 MHz, filtri e DSP, scheda audio e CAT integrati, 10/15 Watt a seconda della banda e fantastico display con possibilità di touch screen. Dimensioni e forma paragonabili ad un Elecraft KX3, peso irrisorio e firmware upgradabile. Oltre a ciò, AM, FM, SSB, CW, FREEDV. Praticamente il top per l’attività SOTA in HF.

Lato connettori

Analisi problemi e rischi.

Se uno inizia a leggere le 20 pagine sul forum di Ari Fidenza inerenti tale progetto, molla la spugna immediatamente. Un problema dietro l’altro e aggiornamenti hardware e software ogni settimana. Fermo restando la bontà del prodotto, trovare qualcuno che ne parli con soddisfazione è raro. Col passare del tempo però molti dei problemi sulle schede sono stati risolti e la versione 0.4 che mi venderebbe Marcello è già un bel passo avanti. Da paura le infinite stagnature sugli SMD e sul “mostro iniziale”, l’ARM STM 32F407 da 100 piedini.

Dont’panic
Ok…panic

Preparazione.

Deciso che questa cosa DOVEVO farla, la prima fase ha previsto tanta pratica di stagnatura su SMD e circuiti integrati. Per fare ciò ho passato 2 settimane stagnando e dissaldando componenti microscopici da vecchie motherboard danneggiate di computer dismessi ed affinando la tecnica osservando tutto il possibile su Youtube. Alla fine dopo vari tentativi sono riuscito ad ottenere buoni risultati utilizzando uno stagnatore con punta sottilissima a 300°C e stagno da 0,5 mm.

Lato facile

L’assemblaggio.

In linea di massima ho seguito quanto suggerito dai vari esperti dell’MCHF iniziando a stagnare i 100 piedini dell’ARM. Fatto ciò per recuperare dallo stress di tale operazione sono passato ad avvolgere i nuclei toroidali e i rimanenti componenti. Quindi sono passato ad installare potenziometri, led, BNC, jack, finali, lasciando per ultimo il display per evitare di rigarlo. Nemmeno a farlo apposta, dopo installato il display è uscita una modifica che prevedeva di inserirlo su dei piedini rimovibili in modo da poter effettuare facilmente eventuali modifiche, tra le quali quella per abilitare il touch screen… A quel punto però non avevo nessuna intenzione di dissaldare tutti quei piedini e dato che la prova di accensione aveva dato responso positivo senza nessuna fumata, ho preferito ultimare il progetto lasciando ad un secondo momento tutte le migliorie suggerite.

Filtri

Bootloader, firmware e tarature.

Nel momento in cui ho terminato il lavoro, era disponibile la versione 1.68 del firmware e tale ho installato. Seguendo le istruzioni fornite da DF8OE l’operazione è stata particolarmente veloce e senza nessun problema. Attualmente è disponibile la versione 2.23 ma attenderò ancora un poco prima di installarla per essere sicuro che non ci siano ulteriori problemi e per avere ancora un po’ di tempo per effettuare tutte le modifiche raccomandate. Qualche problema in più per le tarature, ma un amico con un test set Marconi in 15 minuti ha sistemato il tutto. Fate riferimento a quanto indicato su Wiki ed evitate di spremere i finali. Riguardo agli stessi poi, fate attenzione a cosa acquistate, sotto lo stesso codice/marca, esiste un mondo parallelo fatto di cloni inaffidabili.

Display

La prima accensione.

Collegata l’antenna (Cuschraft R8), predisposta l’alimentazione tramite una batteria al litio da 9 a/h, è il momento tanto atteso… Premo il pulsantino ed il diplay si accende, ma non percepisco nessun suono. Verifico il potenziometro del volume ed il livello è circa a metà. Dopo aver represso un momento di sconforto guardo l’altoparlante e noto un cavo che pende. Veloce stagnatura, riaccendo e… FUNZIONA!!! Porto la frequenza a 14.200 MHz, seleziono USB, premo il tasto “TUNE” e sul wattmetro leggo 12 Watt. Quasi 14 watt sui 7 MHz per scendere a  8 watt sui 28 MHz. Molto meglio delle aspettative!!! Nel frattempo dalla Cina è arrivata anche la scocca costruita su misura e che al suo interno ha già predisposto una lamina metallica da porre tra le 2 schede per evitare interferenze e rientri non voluti.

Risultato finale

Sul campo.

Uscita SOTA sul monte Festa con delta loop home made e MCHF. Primo collegamento e… Giappone in 20 metri!!!! IW3RPY e IW3SIP increduli testimoni di tale performance!!! Considerata la pessima propagazione e i 5 watt utilizzati (4,5 reali), suona quasi come un miracolo. Il DSP funziona davvero bene così come l’NB. I consumi sono allineati ad uno Yaesu 817 ma le potenzialità in HF sono decisamente maggiori. Mai tornato a casa tanto contento da un’attivazione SOTA !!!

Problemi

  • E’ necessario modificare il SWR interno come suggerito sul sito (poco preciso a seconda della banda).
  • Display difficile da leggere sotto una forte illuminazione (realizzerò una protezione con una stampante 3d).
  • Manopola di sintonia troppo piccola e scomoda. Provvederò a rimpiazzarla con una di diametro maggiore.

Suggerimenti.

  • Prima di iniziare trovate il setup ideale con stagno e stagnatore.Portate pazienza e cercate di non dover dissaldare nulla. Le piste sono ben fatte ma ci sono molte persone che le hanno distrutte.
  • Acquistate un microscopio USB su internet o una bella lente d’ingrandimento e verificate ogni singola stagnatura e ogni parte del circuito stampato.Imparate a memoria i siti di M0NKA, DF8OE e iscrivetevi al gruppo MCHF su Yahoo.

Un pensiero riguardo “MCHF SDR”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *