Monte Fara I/FV-311

23 settembre 2017

Partenza da casa quest’oggi in compagnia di IW3SIP Antonello, il quale mi accompagnerà nell’uscita Sota programmata sul monte Fara. Trattasi di una cima di 1342 metri situata in Val Cellina a ovest rispetto Maniago. La si raggiunge passando per Andreis e successivamente per l’abitato di Bosplans.

Cartografia

Passata questa piccola frazione, dopo qualche tornante si trova un comodo parcheggio in prossimità della carrabile che raggiunge la malga Fara (954m). Il percorso per la cima incomincia proprio per la carrabile (quota  675 m) fino all’inizio del sentiero vero e proprio che dopo pochi minuti è ben segnato a sinistra. In circa 15 minuti si raggiunge forcella La Croce (756 m).

Pianura del Cellina

Storicamente l’antico ed unico collegamento tra la Val Cellina e la pianura maniaghese. Il sentiero da prendere a questo punto è il 983 che seguendo la dorsale della montagna, punta diritto alla cima. Il sentiero è marcato dai classici bolli CAI rosso/bianchi ma non indicato con il numero, quindi al trivio della croce qualche dubbio può sorgere. Mi stavo dimenticando di IW3SIP… che cogliendo la palla al balzo e sfoderando una licenza “fungaiola” fresca di stampa, univa l’utile al dilettevole cercando funghi commestibili nel sottobosco!!!

Qualcuno ha visto un fungo??

Zigzagando a destra e a sinistra, ha tracciato un nuovo sentiero più lungo dell’esistente di qualche chilometro. Dalla partenza alla cima la tabella indica un tempo di salita di 2 ore, al 90% nel sottobosco. Il sentiero sale costante con un’inclinazione notevole, ma la temperatura fresca e l’ombra data dal fogliame rendono la salita più dolce. Arrivati in cima, abbiamo anticipato alcune mamme che in compagnia dei figli sono saliti dalla sottostante malga Fara.

Vetta

Come sempre dopo le foto di rito ci siamo allontanati dalla croce di vetta lasciando il campo libero alla chiassosa comitiva. La nota dolente della giornata è stato il tempo. La cima era avvolta dalla nebbia che limitava la visibilità a poche decine di metri.

Fog

La valle del Cellina, l’apertura sulla pianura friulana e le vicine vette sono rimasti veri miraggi per tutta la permanenza in cresta. Cosa altrettanto strana i cellulari che pur con copertura piena della cella, non ne volevano sapere di collegarsi alla rete (ndr…influenza della sottostante base Nato di Aviano???). Tornando al Sota, quest’oggi abbiamo utilizzato a turno la consueta e collaudata configurazione con lo Yaesu 817ND e la MFJ1979 per i 20 metri che come il solito non hanno deluso.

YAesu 817ND

QRB di oltre 2000 Km, tra Irlanda, Portogallo, Russia, ecc. Peccato per un collegamento mancato con il Libano, ma OD2ZZ era sotto il tiro dei Kwatt russi e non siamo riusciti a passare. Inutile dire che la propagazione era pessima e alcuni tentativi fatti in 15 metri hanno fornito solo frustrazione e silenzio. Oltretutto tantissimo QRM che è una cosa alquanto anomala in vetta.

MFJ1979 e radiali

Disturbo tra S2 e S5. Antonello tra un collegamento e l’altro ha trovato il tempo per fare qualche test in DMR con alcune radio portate al seguito. Sarà anche la tecnologia che avanza, ma non riesco a considerarli a pieno come “collegamenti radio”, troppo simili ad una telefonata Skype. Per la prossima uscita sarò attivo in PSK31 e RTTY. L’MCHF SDR è ormai testato, ben allineato e pronto per uscire di casa con la sua CAT e la scheda audio incorporata. Potrò così anche testare il nuovo firmware che gli permette di decodificare CW e RTTY direttamente sul display.

Stilo Comtrack 15m

Tornando all’attivazione, siamo scesi velocemente all’auto in circa 50 minuti seguiti da qualche goccia di pioggia e dalla situazione meteo che si stava mettendo male. Per quanti se lo stanno chiedendo… no, Antonello non ha trovato nemmeno un fungo commestibile….

Mancava Nadia… accontentatevi di questa foto della fauna.

I miei migliori 73

2 pensieri riguardo “Monte Fara I/FV-311”

  1. ottimo descrizione come sempre, complimenti per l’attivazione…peccato per il tempo e la propagazione non buona.

    1. Ciao Luigi…ormai la propagazione è quasi un’utopia. Quando ti va bene torni a casa con una decina di QSO. Per fortuna che il SOTA UK ha abilitato le nuove montagne. Commenti a parte sui soliti siti, siamo passati da 25 cime a 240 in Friuli!!! Ci aspetta un duro inverno in quota!!! Rimboccati le maniche e scalda i finali dell’891. I miei migliori 73

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